Omelia 14 gennaio 2018
II Domenica T.O.

Sia lodato Gesù Cristo.

Oggi il Santo Padre ci ha dato un tema su cui riflettere: è la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.
Questo vuol dire anche che le offerte che facciamo oggi andranno ai migranti.

Riflettendo su questo tema del migrante e del rifugiato (Messaggio del Santo Padre Francesco per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2018), il Santo Padre ha citato il Vangelo di Matteo, capitolo 25: Ogni volta che voi fate queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25, 40).

Il Santo Padre ci ha dato 4 verbi per la nostra riflessione: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”.
Per noi cristiani il tema dell’accoglienza del prossimo è un tema principale.

Parlando di questi 4 verbi, parlo di me in questa comunità cristiana.
Quando sono entrato in questa terra d’Italia, non conoscevo nessuno qui in Italia e soprattutto a Ferrara; sono venuto senza lingua, non conoscevo una parola in lingua italiana, non conoscevo la cultura italiana.
Quando sono entrato in Seminario proprio qui a Ferrara, il 27 agosto 2004, è venuto DonGio, il Reverendo Giovanni Camarlinghi, e a nome vostro mi ha accolto, e allora sono diventato uno di voi.
Questo vuol dire che il tema indicato oggi dal Santo Padre per la riflessione va molto bene per questa comunità parrocchiale!
Mi sono sentito accolto in questa comunità, protetto e promosso al sacerdozio.
Sono venuto qui come seminarista, oggi sono un prete, un sacerdote, e voglio dire a voi tutti grazie tantissimo per quello che avete fatto a me.
Credo che lo farete anche agli altri: la cosa molto importante e che va molto bene con questo tema di oggi in questa comunità è il gruppo Alba Nuova, l’accoglienza degli stranieri in questa parrocchia si sta facendo molto bene.
Chiedo di farlo di più, ci sono sempre motivi e cause che spingono queste persone a venire in questa terra; un motivo possono essere le guerre che abbiamo oggi nel mondo, un altro motivo può essere la persecuzione o la povertà che c’è oggi nel nostro mondo.
Ecco perché vedete i rifugiati e i migranti in Europa, in Italia e a Ferrara.

Io aggiungo ai 4 verbi che il Santo Padre ci ha indicato un altro verbo, pregare.
In questa Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato preghiamo per loro: preghiamo per i migranti che fanno bene nella nostra comunità, perché lo facciano ancora di più, e preghiamo per i migranti che non fanno bene, perché Dio tocchi il loro cuore e possano convertirsi da una realtà di male a una realtà di bene.
Entrando a Ferrara in questo anno ho visto cambiamenti grossissimi riguardo a migranti e rifugiati.
Un giorno, mentre venivo qui in parrocchia per la Messa, l’esercito italiano mi ha fermato e mi ha chiesto i documenti; ho dato loro il mio passaporto e mi hanno detto “grazie”. Ho fatto loro una domanda, ho detto “Sono stato qui dal 2004 fino al 2009 e non ho mai visto nessun esercito italiano, come mai oggi succede?”
E loro mi hanno detto: “Reverendo, le cose sono cambiate troppo, i migranti che abbiamo qui a Ferrara e in Italia non fanno bene, fanno del male alla comunità perché le cose sono cambiate e allora chiediamo sempre i documenti a voi migranti”.
Ecco perché chiedo una cosa a voi, carissimi fratelli e sorelle: oggi preghiamo in maniera forte per i migranti, così loro possono convertirsi dalla situazione di male alla realtà del fare il bene a questo popolo italiano.
Dobbiamo poi anche pregare per gli italiani che stanno aiutando questi migranti a fare il male, perché loro da soli non possono fare il male, c’è sicuramente qualcuno che li aiuta.
Preghiamo anche per questo, perché quelli che li aiutano a fare il male si possano convertire a fare il bene.

Questo è il compito di noi cristiani, come è stato chiesto dal Santo Padre, accogliere i migranti e i rifugiati, ogni straniero che bussa alla nostra porta: se lo accogliamo non stiamo accogliendo solamente lui in quanto persona umana, ma accogliamo Gesù Cristo che viene a bussare alla nostra porta.
Ricordate il Vangelo di Matteo: Ogni volta che voi fate queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Il nostro mondo è pieno di guerre: preghiamo per la pace nel nostro mondo, così i migranti possono essere nella loro casa nella pace e nella tranquillità.
Ve lo dico io: con Dio non c’è niente di impossibile, con lui tutto è sempre possibile, anche la conversione dei migranti che fanno del male alla nostra comunità, perché il Signore è sempre forte e sarà lui a darci la pace.

Sia lodato Gesù Cristo.

Rosanna Ansani Zappaterra: dall’omelia di don Erkolano nella S.Messa delle 9.30
– Parrocchia Immacolata –